Pdl: Gaetano Quagliariello intervistato dal Gdp, "Si rottamano le cose non gli uomini"
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Il sen. Gaetano Quaglariello, vicepresidente vicario del gruppo Pdl al Senato e presidente della Fondazione Magna Carta |
Durante l'incontro siamo riusciti a fare qualche domanda in esclusiva per il Giornale di Puglia al sen. Gaetano Quagliariello, Vicepresidente Vicario del gruppo Pdl a Palazzo Madama e presidente della prestigiosa Fondazione Magna Carta.
D: Senatore Quagliariello, considerato il suo ruolo di presidente onorario della scuola di formazione politica Magna Carta, come vede l’inserimento dei giovani nell’attuale panorama politico?
Gaetano Quagliariello: “Vedo l’intervento dei giovani nella politica come una necessità: la politica si deve rinnovare, il rinnovamento non è soltanto un fatto anagrafico, ma è anche un fatto anagrafico. Ci sono tanti giovani che in politica hanno fatto male, non è un caso che alcuni degli ultimi scandali vedono coinvolti dei giovani. Allora, qual è il problema? Il problema è che se noi vogliamo cambiare e vogliamo voltare pagina servono i giovani e servono competenze. I giovani si devono preparare, comprendendo che la politica è un aspetto fondamentale della loro formazione. Non è una cosa inutile, sia che decidano di dedicarsi alla vita politica sia che decidano di fare altro , ovunque in tutte le attività umane c’è una componente politica. Questo è il modo con il quale si costruisce una nuova classe dirigente, non una classe dirigente di professionisti della politica, perché possono fare questo lavoro come ne possono fare anche altri”.
D: Senatore, le primarie rappresentano una svolta storica per il Pdl. Secondo la sua opinione come potrebbero conciliarsi con il leaderismo di Silvio Berlusconi?

D: Senatore, ancora un’ultima domanda: sente anche lei l’esigenza di una rottamazione della politica così come presentata dal sindaco di Firenze, Matteo Renzi?
Quagliariello: “No, perché quella è una rottamazione automatica, che sfocia per forza in una ingiustizia. La giovinezza in politica non è data soltanto dall’età anagrafica scritta sulla carta d’identità, ci sono tanti giovani che entrano in politica già vecchi e ci sono anche dei vecchi che riescono a preservarsi giovani fino alla fine: se ne potrebbero fare tanti di esempi nella storia d’Italia, di un tipo e dell’altro. Quindi, se si chiede un rinnovamento dei partiti, un rinnovamento della politica, un rinnovamento della classe dirigente, questo è assolutamente legittimo e anzi è necessario. Parlare invece di rottamazione solo sulla base di un dato anagrafico, questo è insufficiente e ingiusto. Si rottamano le cose non si rottamano gli uomini.
(Desirèe Montesano)
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