Rifiuti, in Puglia siamo ancora all’anno zero

di Antonio Negro - La questione dei rifiuti in Puglia, e nel Salento in particolare, è tornata prepotentemente alla ribalta in questi ultimi tempi per tre motivi:

- sono tornate di attualità le dichiarazioni del pentito Schiavone
- la Regione Puglia intende applicare l'ecotassa per i Comuni inadempienti rispetto alla raccolta                        differenziata
- le discariche chiuse da anni venute alla cronaca perché si trovano lungo il tracciato della SS 275 Maglie-Leuca.
 
   Che cosa aveva detto Carmine Schiavone? Che in Puglia, negli anni ‘90, la mafia mandava a svuotare i camion pieni di rifiuti speciali e pericolosi.

La cosa, benché risaputa, ha suscitato scalpore e allarmismo. Molte sono state le rassicurazioni e lo stesso Procuratore di Lecce Cataldo Motta ha ridimensionato il clamore della notizia.

   Tuttavia, sono partiti i controlli con apparecchiature sofisticate per monitorare il territorio onde tranquillizzare la popolazione.

   Sulla questione dell' ecotassa, invece, la Regione ha inteso mettere questo nuovo balzello per spingere i Comuni a effettuare con maggiori risultati la raccolta differenziata.
L'ecotassa  dovrà essere applicata in quei Comuni che non raggiungono una percentuale del 40% di raccolta differenziata.

Oggi, la media regionale, di differenziata, si aggira intorno al 26, 041% (dal sito Regione Puglia, Assessorato all’Ecologia), ben lontano dall'obbiettivo fissato nel programma regionale del 65%, con l'intento di portare al 5% la quantità di rifiuti da conferire in discarica.

   Tale percentuale dovrà corrispondere a un totale di 81 kg/anno per persona in discarica entro il 2018.

Un traguardo ambizioso che difficilmente potrà essere raggiunto al punto in cui stanno le cose oggi.
   Si tenga presente che la Puglia è una delle Regioni che detengono il più alto numero di discariche. E si parla di quelle ufficiali e autorizzate, perché nel novero non vengono incluse le miriadi di micro discariche diffuse su tutto il territorio, lungo le strade di campagna o altro.

   L'approccio all'intera tematica dei rifiuti è, prima di tutto, culturale: il livello di conoscenza e di educazione civica dei pugliesi supera di poco lo zero. C'è anche, ovviamente, l'aspetto normativo, ma le leggi ci sono e sono anche severe.

   A riguardo,  il problema in Italia è sempre lo stesso: chi controlla il controllore. Anche qui, la domanda è: le forze dell'ordine sono preparate per affrontare e reprimere il fenomeno incontrollato dei rifiuti?
   Negli anni ‘80 e ’90, nelle discariche si buttava di tutto. Tutti sapevano e nessuno interveniva. Perché?  Probabilmente perché non esisteva ancora una coscienza ambientalista, del rispetto del territorio, e si sottovalutavano i rischi e pericoli per la salute pubblica.

   Del resto, i rifiuti mica si potevano, o si possono mangiare, da qualche parte bisognava e bisogna tuttora buttarli. Nasconderli sotto terra era il meglio che si poteva fare, perché una volta sotterrati non si vedono e, quindi, è come se non esistessero.

   Certo,  oggi, alla luce delle tante discariche che riportano in superficie l'immondizia di allora,  le giovani generazioni restano incredule e possono accusare i loro padri di aver lasciato in eredità lo scempio che viene a galla.

   Ma anche i giovani sono in grado di fare la raccolta differenziata così come dice la legge? E i Comuni garantiscono quei servizi necessari a una buona raccolta differenziata?

   Da 7 anni  tengo una lampada al neon accantonata in deposito e non riesco a smaltirla. Ho chiesto più volte e la risposta sapete qual'é? Rompila a pezzi e mettila nel sacchetto della spazzatura! (non commentiamo!).
   Ora nel Salento è venuta fuori anche la diossina nei pozzi. Tutti sono allarmati, anche se nessuno ha mai potuto leggere queste analisi perché nessuno ha osato pubblicarle.

   Si è scavato in alcune discariche per far riemergere il passato lungo il tracciato della nuova 275 e non si è ancora capito se quelle discariche andavano, per legge, bonificate o lasciate alla cura del tempo.

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