Inchiesta rating, i senatori di FI presentano interrogazione urgente al Governo

TRANI - Fare chiarezza sui derivati tossici sottoscritti dall’Italia con le banche di affari, i cui contratti capestro e le rilevanti perdite del 30% pari a 42 miliardi di euro su un debito di 154 miliardi, sono occultate perfino al Parlamento, dalla dott.ssa Maria Cannata, responsabile del debito pubblico, al fine di valutare l'opportunità di assumere iniziative a tutela degli interessi generali del Paese e a garanzia delle prerogative parlamentari: è questa una delle richieste avanzate dal sen. d’Ambrosio Lettieri, primo firmatario di una interrogazione urgente al Presidente del Consiglio e ai Ministri dell’Economia e della Giustizia, presentata insieme al capogruppo di FI al Senato, Romani e ai colleghi Bernini, Alicata, Malan, Liuzzi, Floris, Pelino, Bruni, Perrone e Tarquinio, all’indomani delle notizie di stampa sugli atti depositati a Trani dal pm Michele Ruggiero nel processo contro le agenzie di rating S&P e Fitch. Oggi sul tema si è tenuta in Senato una conferenza stampa

Il sen. d’Ambrosio Lettieri – che si era anche fatto promotore nel 2013 di una proposta per l’istituzione di una Commissione di Inchiesta sui fatti avvenuti nel 2011 dopo il declassamento del rating italiano e le dimissioni di Berlusconi – e gli altri senatori di FI chiedono al Governo “quali siano state le ragioni che hanno indotto ministero dell’Economia, Bankitalia e Consob a non costituirsi parte civile al processo di Trani, nonostante fossero stati sollecitati dal pm Michele Ruggiero quali parti offese e come mai il Tesoro, nonostante fossero già iniziate le indagini penali sui possibili interessi speculativi dell' agenzia di rating S&P - finite poi con un rinvio a giudizio di alcuni dirigenti sotto processo a Trani - l'Italia, dando seguito alla clausola capestro firmata con Morgan Stanley, azionista indiretta di S&P, abbia pagato 2,5 miliardi di euro, senza sollevare alcuna obiezione”.

“Il quadro inquietante di intrecci equivoci e di sospetti di conflitto d'interesse, custoditi dal Ministero dell’economia sui derivati tossici è fin troppo evidente perché il Governo non intervenga immediatamente anche sull'attuale normativa di disciplina delle società di rating inadeguata a garantirne il corretto funzionamento”, afferma il senatore.
L’interrogazione accende i riflettori anche “sull’attività investigativa che sarebbe stata avviata dal Procuratore aggiunto di Roma Nello Rossi, a seguito delle denunce di Adusbef e Federconsumatori sui derivati capestro e sui burocrati che avrebbero prosperato attorno al Ministero del Tesoro, col sospetto di trarre benefici personali a fronte di una sospetta attività tesa a supportare e favorire interessi privati a discapito degli interessi dello Stato”.

Infine, chiedono al Governo se non sussistano “motivi di opportunità tali, anche riferiti agli obblighi di tutela del patrimonio dello Stato, da dover supportare, nei modi e nei termini consentiti dalla legge, la complessa attività svolta dagli inquirenti di Trani” e di valutare “l’esistenza di condizioni di rischio per la loro sicurezza tali da disporre misure di tutela per il Procuratore Capo Carlo Maria Capristo, il pm Ruggiero e per l’intera Procura di Trani, impegnata in una complessa attività di giudiziaria contro i colossi dell’economia che in America patteggiano per i loro crimini economici e in Italia operano in un quadro normativo lacunoso e inadeguato, con una sospetta complicità anche di ordine istituzionale”.