Puglia nella morsa del gelo a marzo? Possibile ondata storica di freddo e neve

BARI - L’inverno potrebbe riservare un colpo di scena inaspettato: quando ormai sembrava pronto a cedere il passo alla primavera, i modelli meteorologici iniziano a delineare un’inaspettata irruzione di aria gelida sull’Italia. Secondo le ultime proiezioni, una perturbazione di origine artica potrebbe colpire duramente la Romagna, le Marche, l’Abruzzo, il Molise e la Puglia, portando nevicate fino in pianura. Un evento di questa portata, se confermato, avrebbe pochi precedenti in questo periodo dell’anno.

Un’irruzione artica in piena regola: cosa dicono i modelli?

Le analisi più recenti indicano un possibile affondo di aria fredda proveniente dal Nord Europa, con la formazione di un vortice depressionario sul Mediterraneo centrale. Questa configurazione potrebbe determinare condizioni di maltempo invernale particolarmente intense, con la neve che potrebbe spingersi fino a bassa quota, soprattutto lungo il versante adriatico.

Le regioni maggiormente coinvolte potrebbero essere:

  • Romagna e Marche, dove la neve potrebbe cadere fino alle pianure;
  • Abruzzo e Molise, con accumuli significativi anche a quote collinari;
  • Puglia, dove i fiocchi potrebbero spingersi fin sulle coste, in particolare nel barese e sul Gargano.

Se il freddo dovesse intensificarsi ulteriormente, anche altre regioni del Centro-Sud potrebbero risentirne, con un abbassamento generalizzato delle temperature e condizioni tipicamente invernali.

Temperature in crollo e rischio neve fino in pianura

Le temperature potrebbero registrare un calo drastico, con valori fino a 8-10°C sotto la media del periodo. In particolare, si prevedono:

  • Minime fino a -5°C nelle zone collinari dell’Appennino;
  • Temperature attorno allo zero in pianura tra Romagna e Marche;
  • Possibile neve mista a pioggia fino alle coste pugliesi.

Uno scenario che riporterebbe l’Italia in un contesto climatico più simile a gennaio che a marzo, smentendo le aspettative di una primavera anticipata.

Quanto durerà l’ondata di gelo?

La durata di questa irruzione artica è ancora incerta, ma alcuni modelli suggeriscono che il freddo potrebbe persistere per diversi giorni, con i momenti più critici tra il 5 e il 10 marzo. Durante questo periodo, il vortice depressionario potrebbe generare ulteriori precipitazioni nevose, con accumuli anche a bassa quota.

Successivamente, le proiezioni a lungo termine indicano un possibile ritorno dell’alta pressione, che potrebbe riportare temperature più miti. Tuttavia, non si esclude che il mese di marzo possa riservare nuove sorprese, data l’instabilità atmosferica in atto.

Un evento raro, ma non impossibile

Nevicate tardive a marzo non sono un fenomeno del tutto inedito in Italia, sebbene si tratti di eventi piuttosto rari. Nel 1987 e nel 2018, ondate di gelo tardive hanno portato nevicate fino alle coste in diverse regioni del Centro-Sud, lasciando un segno nella memoria meteorologica del Paese.

Se questa nuova irruzione fredda dovesse concretizzarsi, potremmo trovarci di fronte a un evento destinato a entrare negli archivi climatici, soprattutto per il suo impatto su regioni come la Puglia, solitamente meno esposte a episodi nevosi in questo periodo dell’anno.

Conclusioni: marzo gelido e nevoso? I prossimi aggiornamenti saranno decisivi

Dopo settimane in cui si pensava a una primavera anticipata, marzo potrebbe ribaltare completamente lo scenario, riportando il gelo e la neve fino in pianura. I prossimi aggiornamenti saranno fondamentali per confermare l’evoluzione della situazione e capire se l’Italia sarà davvero investita da una storica ondata di freddo e neve.