Omicidio Decicco: Gagliardi confessò e tentò di farsi un alibi


SANNICANDRO DI BARI - Subito dopo l’omicidio di Gabriele Decicco, Alessio Gagliardi – il 23enne fermato ieri dai carabinieri – avrebbe chiesto a due amici di andarlo a prendere da Sannicandro di Bari, dove il delitto è stato commesso, e di accompagnarlo a Bari. Durante il tragitto in auto, Gagliardi avrebbe confessato di aver ucciso il 19enne, precisando che l'intento iniziale era solo di ferirlo.

Nel pomeriggio del giorno successivo, Gagliardi avrebbe contattato gli amici tramite una videochiamata su WhatsApp, chiedendo loro di creargli un alibi per depistare eventuali sospetti, nel caso in cui venissero interrogati dagli inquirenti, come poi effettivamente accaduto. Successivamente, il 23enne avrebbe pianificato la fuga all’estero, trovando un lavoro in Svizzera con partenza fissata per venerdì 28 marzo.

Questi dettagli emergono dal decreto di fermo notificato a Gagliardi, accusato dell’omicidio volontario di Decicco, aggravato dalla premeditazione e dal metodo mafioso. Il giovane è stato ucciso la sera del 17 dicembre scorso nel pieno centro di Sannicandro di Bari. Secondo gli inquirenti, il delitto sarebbe stato commissionato a Gagliardi per vendicare un episodio precedente.

Nel marzo scorso, infatti, la madre e il fratello minore di Decicco erano stati arrestati e poi condannati per il tentato omicidio del pregiudicato Angelo Michele Di Turi, ferito con diversi colpi di pistola.

L’omicidio si inserisce in un contesto di guerra tra gruppi criminali per il controllo dello spaccio di droga a Sannicandro. Da un lato, ci sarebbe il clan Strisciuglio di Bari, di cui farebbero parte i Decicco; dall’altro, il clan Parisi, con il referente locale identificato in Sabino Pace, e tra i suoi membri anche Di Turi.

La sera del 17 dicembre, Gagliardi avrebbe tentato di uccidere Decicco già un’ora prima del delitto, senza riuscire a intercettarlo. Poco prima delle 21, lo avrebbe finalmente trovato in un locale aperto 24 ore e gli avrebbe sparato sette colpi di pistola, uccidendolo sul posto. Subito dopo, sarebbe fuggito a bordo dello stesso monopattino elettrico con cui era arrivato sulla scena del crimine. Gli spostamenti di Gagliardi sono stati immortalati dalle telecamere della zona, contribuendo alle indagini che hanno portato al suo arresto.