Wladimiro D'Arco, tra musica e sociale
''Vieni con me" (e in distribuzione digitale Believe Music Italy) è il nuovo singolo di Wladimiro D'Arco, scritto per i ragazzi della associazione ANFFASS. Ragazzi con disabilità. Wladimiro immagina un ragazzo che non è in grado di parlare con il padre per motivi di salute e che vorrebbe dirgli tutte quelle cose. Il ragazzo dice: "...la vita e il futuro sono incerti per tutti, dove ti porterà non lo posso sapere, ma se vuoi, posso accompagnarti".
Wladimiro D'Arco ci regala un brano di cantautorato rock commuovente e incredibilmente sentito dall'autore: un messaggio importante da assorbire sotto la pelle, lasciandosi trasportare dalle note catartiche di "Vieni con me".
La storia che racconta il tuo ultimo singolo “Vieni con me”, è la storia che parla un po’ di tutti noi, quella di non riuscire più a parlare con i nostri genitori. Ti ci sei rivisto?
Non è proprio così, la storia di “Vieni con me” è una storia particolare. Quella di un dialogo che io ho immaginato tra un ragazzo disabile, che non è in grado di parlare con i propri cari per motivi di salute e non perché, come forse hai inteso, per motivi di comunicatività, spesso associati a gap generazionali. Un dialogo pieno di speranza e bellezza futuribile, per lo meno, per me è quello.
Nel tuo percorso musicale, come ti sei avvicinato alla musica?
Alla musica uno come me, si avvicina per necessità. La musica mi ha salvato. Sai, nei paesini piccoli, non c'è molto da fare e la tentazione di cadere in fallo è tanta. Non che io sia contro i vizi e le pessime abitudini, per carità, poi uno, ognuno, fa quel che vuole. La musica mi ha salvato nel senso che ho scoperto che c'è un mondo fatto di arte, bellezza, messaggi e lingue e sentimenti da scoprire, imparare e conoscere.
E cosa ti ha fatto continuare sulla tua strada fino ad arrivare ad oggi, sulle soglie di un nuovo album?
Quello che mi ha fatto continuare, probabilmente è la stessa cosa che mi ha fatto smettere mille volte, per poi ricominciare. Sono innamorato, della musica e delle canzoni, per cominciare, mi piace tutto.
Tutto il disco avrà tematiche che si avvicinano al messaggio dell’associazione ANFFASS?
No, solo questa canzone, perché è un modo per dire grazie ad un regalo immenso che mi è stato fatto da uno dei ragazzi che fa parte del loro coro a cui voglio molto bene.
Hai mai avuto la voglia o l’istinto di scrivere un pezzo, ma di non pubblicarlo?
Così su due piedi non ti saprei rispondere, che ci sono pezzi che ho scritto e che non pubblicherò si, questo posso dirtelo, non tutte le canzoni meritano un titolo. Un nome. Secondo me, se ne scrivono tante anche brutte, e quelle, devono restare lì, nel cassetto. Come avrebbe dovuto fare qualche canzone che va in giro oggi, che per quieto vivere non citerò.