Brindisi, un hub d'eccellenza per la cantieristica navale con Piloda Shipyard
BRINDISI - Il porto di Brindisi si prepara a diventare un polo di riferimento per la riparazione, il refitting e la demolizione navale grazie al progetto di Piloda Shipyard. L’investimento complessivo di 140 milioni di euro garantirà la creazione di 600 posti di lavoro diretti e indiretti e la realizzazione di un dry dock di 230x48 metri. L’iniziativa fa parte della riconversione e reindustrializzazione dell’ex centrale a carbone nel porto di Brindisi, promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Un progetto strategico per l'industria navale
Piloda Shipyard ha già ottenuto le autorizzazioni necessarie nell’ambito del nuovo piano regolatore portuale, rendendo il progetto immediatamente cantierabile con un completamento previsto entro 24 mesi a partire dal 2026. L’ampliamento delle attività navali rafforzerà la posizione di Brindisi come hub strategico nel Mediterraneo, al pari di Malta, Marocco, Gibilterra, Tunisia e Spagna.
Obiettivi e impatto economico
L'iniziativa punta a soddisfare la crescente domanda del settore refitting, riparazione e rimessaggio, un mercato che nel 2023 ha generato un fatturato di oltre 495 milioni di euro (+17,8% rispetto al 2022). Il focus principale sarà sulle navi commerciali, i mega yacht (fino a 200 metri) e la demolizione navale.
Il progetto avrà un impatto significativo sull’occupazione, con 250 nuovi dipendenti diretti e altrettanti lavoratori nell’indotto. Il CEO di Piloda Shipyard, Donato Di Palo, sottolinea l’importanza strategica di questo investimento per il territorio, evidenziando il ruolo di Brindisi come snodo chiave per la cantieristica nel basso Adriatico e nel Mediterraneo.
Innovazione e sostenibilità
Il nuovo dry dock consentirà di intercettare una clientela internazionale, riducendo la delocalizzazione delle attività all’estero. Inoltre, Piloda Shipyard prevede di implementare un’area per la demolizione navale autorizzata ai sensi del “Decreto Concordia”, rispondendo alla crescente esigenza di smantellamento delle navi più obsolete.
Un futuro per la cantieristica a Brindisi
Attualmente, l’Italia dispone di pochi bacini adeguati alla demolizione di navi fino a 250 metri. Il nuovo cantiere di Brindisi sarà fondamentale per colmare questa lacuna, attirando nuove opportunità di business e consolidando il ruolo della città nel settore navale internazionale.
Piloda Shipyard, che dal 2020 ha acquisito e sviluppato il cantiere di Brindisi, continua a investire in tecnologia e risorse umane, con l’obiettivo di consolidare il proprio ruolo nel settore della manutenzione e conversione navale. L’azienda impiega attualmente 130 dipendenti e genera un fatturato di 25 milioni di euro, con prospettive di ulteriore crescita nei prossimi anni.
Brindisi si avvia così a diventare un centro d’eccellenza per la cantieristica, garantendo sviluppo economico, innovazione e nuove opportunità lavorative nel settore navale.