Taranto, sabato 5 aprile lo spettacolo 'Fratellina' di Spiro Scimone e Francesco Sframeli chiude la stagione 'Periferie' all'auditorium TaTÀ
TARANTO - Finzione e realtà, distanza e vicinanza, separazione e bisogno di prossimità. Sono i temi al centro dello spettacolo "Fratellina", vincitore del premio Le Maschere del Teatro 2023 quale migliore novità italiana» e ultima creazione della premiata ditta teatrale fondata da Spiro Scimone e Francesco Sframeli, attesi all’auditorium TaTÀ di Taranto sabato 5 aprile, alle ore 21, per chiudere la stagione "Periferie" della compagnia Crest sostenuta dalla Regione Puglia. Scritto da Scimone e diretto da Sframeli, e da entrambi interpretato in un dialogo serrato con Gianluca Cesale e Giulia Weber con l’allestimento di Lino Fiorito (due letti a castello che sono casa e gabbia delle coppie di personaggi), "Fratellina" è una partita di doppio misto sulle sabbie mobili dell’esistenza, giocata tra quattro figurine umane, Nic e Nac, Fratellino e Sorellina, che si guardano allo specchio per raccontare una realtà che sta capitolando davanti ai nostri occhi, sotto i colpi drammatici di questi tempi che sembrano aver completamente dimenticato i veri valori dell’umanità.
Temi cari a Scimone e Sframeli, che vengono dalla Sicilia di Pirandello, ma le finzioni della nostra esistenza le hanno filtrate attraverso gli stranianti paradossi dell’uomo moderno di Samuel Beckett, meritandosi una lunga serie di premi Ubu e persino rappresentazioni al Théâtre du Vieux-Colombier di Parigi allestite dalla Comédie Française, oltre che allestimenti in tutto il mondo, dall’Europa al Canada sino al Sud America, con i testi tradotti in francese, inglese, tedesco e spagnolo, ma anche in greco, portoghese, norvegese, croato, sloveno e danese.
Crasi tra fratellino e sorellina, "Fratellina" si propone sin dal titolo di rompere qualsiasi schema, partendo proprio dal superamento dell’identità di genere con un titolo molto teatrale fatto di una sola parola, com’era già avvenuto per "Nunzio", "Bar", "Pali" e altri spettacoli precedenti di Scimone e Sframeli, che hanno immaginato questo spettacolo in una scena scarna, sormontata da una luna di cartone, dove trova spazio soltanto un armadio. Qui i quattro protagonisti si osservano da due letti a castello commentando le cose e le occasioni del mondo. Nic e Nac, al loro risveglio, desiderano vivere in una nuova realtà dove tutte le cose dimenticate si possono di nuovo ritrovare. E grazie all’incontro di Fratellino e Sorellina, tra ilarità e paradosso, denuncia e sconforto, trovano sorriso e ironia per superare stati d’ansia e sofferenza in un’atmosfera lieve e giocosa d’impronta beckettiana, per l’appunto.
Con il suo testo tenero e feroce, fatto di attese, ironie e silenzi, "Fratellina" si presenta come un’opera giocosa sul filo di una musicalità traboccante dai dialoghi tra i quattro personaggi fatti di parole capaci di interrogare con una pienezza e concretezza pirandelliana, per dirla con le parole di Jean-Paul Manganaro, cui Scimone e Sframeli hanno affidato la presentazione dello spettacolo. Ma in "Fratellina" c’è anche "la capacità di tenersi alla larga da ogni forma tendente, anche criticamente, a prendere le mosse da atteggiamenti realistici" per affidarsi "alla grande forza di convincimento che è il non-senso", cifra stilistica del duo Scimone-Sframeli, capaci di "fare immanenza poetica con alcune, poche, scelte, immagini e parole di ogni istante del reale".
Tra l’altro, "Fratellina" ha suggellato i trent’anni di attività artistica della compagnia, fondata da Scimone e Sframeli nel 1994, anno del debutto con "Nunzio", spettacolo in lingua messinese diretto da Carlo Cecchi che ha poi ispirato il film Due amici (2002), vincitore del Leone d’oro come migliore opera prima alla 59esima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Una tappa decisiva del percorso artistico di una compagnia oggi tra le più rappresentative del teatro contemporaneo, cinque volte vincitrice del Premio Ubu e che porta in scena principalmente testi originali, scritti osservando il quotidiano, che Simone e Sframeli fondono con poesia, comicità e grottesco mantenendo sempre una cifra stilistica innovativa e riconoscibile.
Dopo lo spettacolo gli artisti incontreranno il pubblico nel consueto spazio-intervista condotto nel foyer dalla giornalista Marina Luzzi.
Info e prenotazioni 3332694897. Biglietti acquistabili anche online su Vivaticket attraverso il sito www.teatrocrest.it.