Vent'anni fa la morte di Giovanni Paolo II
NICOLA ZUCCARO - "Fratelli e sorelle, alle 21:37 il nostro amatissimo Santo Padre Giovanni Paolo II è tornato alla casa del Padre". Con queste parole, rotte dal pianto, poco dopo le 22 di sabato 2 aprile 2005, Monsignor Leandro Sandri dette la notizia della morte di Giovanni Paolo II ai fedeli riuniti in Piazza San Pietro. Così terminò l'agonia di due giorni per il Sommo Pontefice (resa ancor più celere da un'infiammazione dell'apparato urinario) e che fu preceduta il 30 marzo dalla sua ultima apparizione in pubblico con l'affaccio sulla finestra su Piazza San Pietro.
In quel mercoledì dopo la Pasqua, il Papa tentò di parlare ma, al posto delle parole, emise un prolungato respiro che si rivelò premonitore del peggioramento delle sue condizioni di salute. Eletto il 16 ottobre 1978, e salito sulla cattedra di Pietro il 22 ottobre, in virtù dei suoi 58 anni, Giovanni Paolo II fu il Pontefice più giovane dai tempi di Pio IX (1846) e il suo Pontificato, che durò 26 anni, 5 mesi e 17 giorni, risultò essere il più lungo in assoluto dopo quello di Pio IX e di quello tradizionalmente attribuito a Pietro.
Al secolo Karol Wojtyla, vantò anche il primato di essere il primo Papa polacco che, proveniente da un Paese di lingua slava, interruppe la lunga serie di Papati italiani, durata 455 anni e cioè dai tempi di Adriano VI (1522-1523). Dal 1978 al 2005, dopo aver mancato l'elezione al soglio pontificio al Conclave nel quale fu eletto Giovanni Paolo I, il Pontificato di Giovanni Paolo fu segnato da momenti drammatici: primo fra tutti, l'attentato subìto il 13 maggio 1981 in Piazza San Pietro, ai quali seguirono eventi all'insegna del dialogo interreligioso.
Di essi, si ricordano la visita alla Sinagoga di Roma il 13 aprile 1986 e l'incontro di Assisi del 27 ottobre dello stesso anno, al quale aderirono diversi capi religiosi per pregare per la pace. Del suo intenso e lungo Papato è doveroso sottolineare che per la lunga serie di ricoveri al Gemelli (1992,1994,1996) e successivi a quello per il ferimento nell'attentato di 44 anni fa, Giovanni Paolo II ha fatto della malattia e della sofferenza il simbolo vivente del sacrificio di essere Papa fino alla fine. Come rivelato anni fa dal suo storico segretario personale Monsignor Stanislaw Dziwisz, Papa Wojtyla spesso ripeteva: "Dalla croce non si scende".
Alla stregua di quello che è stato il dolore provato da Giovanni Paolo II, a 20 anni dalla sua morte, la salute del Santo Padre resta un tema di stretta attualità per le precarie condizioni fisiche di Papa Francesco.